La mia ricerca ad Harvard

“L’angelo necessario”

Foto Harward

Mio padre Angelo, di cui parlo al presente, essendo scomparso soltanto dalla realtà apparente non certo dalla mia vita, ha un nomen omen che ha connotato la sua intera esistenza e che significa etimologicamente “il messaggero” (anghelos).
Di angeli ero stata involontariamente obbligata a leggere e scrivere per il lungo studio propedeutico alla mia edizione critica della prima traduzione italiana del Paradise Lost di John Milton.
Dopo il triste inverno 2010, gelido e amaro non solo per il dolore ma per la totale sensazione di vuoto e abbandono, in una primavera altrettanto piovosa e fredda, mentre ero intenta alla mia ricerca sull’esule studioso Renato Poggioli (studioso italiano ad Harvard e traduttore del grande poeta americano Wallace Stevens) il nome del ‘messaggero’ tornò di nuovo sul mio cammino, mentre leggevo la bibliografia poetica di Wallace Stevens, con cui mi sono trovata ‘on the same wave length’.
Il suo “necessary angel” è diventato così il mio ‘angelo necessario’ accompagnando un percorso di ricerca accademica che si è imprevedibilmente, e direi simbolicamente, intrecciato con il mio viaggio interiore e mi ha accompagnato, insieme alla presenza di mio padre, mio ‘guardian angel’, verso un’elaborazione costruttiva del dolore e un ritrovamento del senso della mia esistenza, non solo privata.

TEMA di RICERCA presso la Houghton Library – Harvard University
(2010-2011/2011-2012/2013-2014)

Seguendo il profilo scientifico che contraddistingue il mio curriculum vitae e il filo conduttore del mio campo di ricerca, da sempre incentrato sull’analisi del testo tradotto, secondo una prospettiva ermeneutico-filologica, lo studio si è focalizzato sulla figura e l’opera di Renato Poggioli (1907-1963); in particolare sul Poggioli traduttore dall’inglese e sull’interessante e poco conosciuta corrispondenza dell’intellettuale fiorentino con il poeta americano Wallace Stevens.

Modalità della ricerca
La ricerca si svolta in varie fasi: la prima fase d’indagine generale delle fonti e di raccolta bibliografica ha avuto luogo in Italia e in special modo presso il Centro Studi Americani di Roma.
Le successive fasi della ricerca si sono svolte negli Stati Uniti, paese in cui Poggioli si trasferì nel 1939 e ove svolse la sua carriera di docente universitario, critico e traduttore fino alla morte, nel 1963. Dopo un iniziale contatto con la Brown University (RI), ove R. Poggioli inizialmente insegnò, a seguito del quale si è accertato che la maggior parte del carteggio Poggioli-Stevens era stato trasferito all’università di Harvard (Cambridge-MA) ed era ormai di proprietà della suddetta università, il lavoro si è svolto principalmente presso la HOUGHTON LIBRARY di Harvard University.
Tra le biblioteche di Harvard, la Houghton opera in un contesto altamente qualificato di ricerca e costituisce il principale centro di raccolta di libri rari e manoscritti. L’accesso alla Hughton Library è severamente controllato con apposita verifica della qualifica e del curriculum del richiedente; la visione dei materiali (“non circulating”) va preventivamente prenotata, per via elettronica, fornendo le proprie referenze. Per la sottoscritta l’accesso alla visione del carteggio è stato concesso previa intervista e illustrazione del progetto di studio, ed esso è stato convalidato fino al 2012 (con possibilità di rinnovo, per gli anni successivi, ripetendo la procedura).
Parte della bibliografia su Poggioli è stata inoltre visionata presso la Boston Library che nell’anno 2009 aveva già accolto in catalogo la mia edizione critica del PARADISO PERDUTO di J. Milton nella traduzione settecentesca di P.A. Rolli.

Motivazione della ricerca
Solo di recente, in occasione del centenario della nascita, si è ripreso a parlare di Renato Poggioli, insigne studioso e traduttore della letteratura russa e americana, costretto ad emigrare nel 1938, durante il fascismo, negli USA dove si sarebbe svolta la sua intensa attività di critico letterario, traduttore, docente di letteratura italiana e letteratura russa presso prestigiose università e dove, da ultimo, fu tra i fondatori degli studi di Letteratura comparata nella università di Harvard. Un congresso internazionale dedicato a Poggioli si è svolto nel 2007 presso le università: Amherst (MA); Brown (RI); Harvard (MA), dove egli svolse docenza e ricerca. Il Centro Studi Americani di Roma ha dedicato a Poggioli un convegno il 26 maggio 2008. Su La Repubblica e su La Stampa sono apparsi interessanti articoli volti finalmente ad evidenziare il ruolo centrale svolto dallo studioso cosmopoli-ta, soprattutto nel far conoscere al provinciale contesto italiano degli anni del fascismo i grandi au-tori russi e americani. Alcuni di questi articoli giornalistici hanno come tema centrale il conflitto tra lo studioso e la casa editrice Einaudi a proposito di una ingenerosa censura operata riguardo ad una delle sue più celebri opere di slavista. In tale querelle, viziata da un evidente pregiudizio politico, fu coinvolto anche Cesare Pavese, amico di Poggioli e come lui traduttore dei classici americani.
Nel 2010 è uscito infine, dopo molte polemiche, il carteggio integrale tra Cesare Pavese e Renato Poggioli (1947-1950) a cura di Silvia Savioli e con introduzione di Roberto Ludovico, studioso dell’opera di Poggioli, che ricostruisce in dettaglio anche la vicenda con la casa editrice Einaudi.
Dal 1946 fino alla morte, Renato Poggioli ricoprì ad Harvard la cattedra di letteratura comparata.
Dopo quarant’anni egli resta tuttavia un personaggio molto più noto agli studiosi americani di letteratura italiana e slava che non alla accademia italiana che spesso ignora ancora il suo nome.

Oggetto principale della mia ricerca nel periodo sabbatico

La ricerca ha inteso dare risalto a due aspetti poco indagati della figura e della produzione di R. Poggioli: quello di traduttore dall’inglese, ed in particolare di traduttore di uno dei maggiori poeti americani contemporanei: Wallace Stevens, e quello di fondatore e precursore degli studi comparatistici, presso l’università di Harvard.
Come suddetto, si è avuto modo di consultare, presso la Houghton Library, gran parte delle lettere autografe che lo studioso italiano e il poeta americano si scambiarono nel corso del 1953, mentre Poggioli si accingeva alla traduzione delle poesie di W. Stevens. Le lettere, in inglese, offrono aneddoti di vita che permettono di ricostruire l’intensa e proficua relazione professionale e di amicizia tra i due studiosi, nonché la scrupolosa metodologia traduttiva di Poggioli nell’accostarsi alla complessa poesia del poeta americano.

Studi e scritti
Dalla suddetta ricerca è maturata l’idea di alcuni saggi critici:
Renato Poggioli Traduttore e Comparatista: il duplice esilio di uno spirito eclettico e cosmopolita nel nome della libertà di pensiero (in corso di stampa).
Il saggio biobibliografico, intende mettere in risalto la scarsa considerazione che la figura di Renato Poggioli, critico traduttore e comparatista; studioso cosmopolita e illuminato, ha avuto e purtroppo ancora ha in Italia (se si esclude il settore specialistico degli studi di Slavistica); Poggioli, esule durante il fascismo è stato sfortunatamente vittima di diversi ma similmente ottusi ostracismi culturali e politici.
Renato Poggioli il traduttore “alchimista”;  il saggio, propedeutico al lavoro di edizione del carteggio Poggioli-Stevens, mira a dare risalto al lavoro di Poggioli traduttore non soltanto nell’ambito della letteratura slava ma anche della letteratura americana, aspetto finora poco indagato dei suoi studi.
Prendendo spunto da una definizione dello studioso sul proprio operare traduttivo è stata analizzata l’attività di Poggioli traduttore e in particolare il lavoro che egli effettuò nel tradurre l’opera poetica di Stevens, così come è stato possibile ricostruire attraverso la lettura del carteggio.

Entrambi i saggi critici costituiscono premessa del lavoro di traduzione e edizione delle lettere autografe del carteggio inedito Poggioli-Stevens.